Storia della società toscana caccia alla volpe

La STCV nasce nel 1993 per volontà del Col.Alborino e del NH Aldobrando Rossi Ciampolini con l’intento di raccogliere l’eredità ,ormai dispersa, della S.Fiorentina delle cacce, della S.maremmana delle cacce a cavallo di Grosseto.Primo Presidente Onorario Lapo Mazzei e Master d’eccezione ilGen.Piero D’Inzeo. Lo spirito che informò la costituzione della S. fu, ed è ancora adesso,quello di praticare “caprillianamente” una disciplina da troppi negletta, che riunisce in se l’essenza dell’equitazione: coscienza di se e del proprio cavallo,ardimento quanto basta, ragionevole resistenza fisica e, soprattutto, rispetto per la propria cavalcatura e per il terreno. A tutt’oggi il sodalizio conta 50 soci e altrettanti ospiti occasionali.L’attività viene svolta per lo più in Maremma grazie ad alcuni prestigiosi  soci onorari che offrono la loro ospitalità nelle loro tenute abitualmente privilegio di pochi. Ci piace notare come alcuni nomi della vecchia S. grossetana e degli altri sodalizi siano tutt’ora rappresentati nella toscana dai nipoti e pronipoti dei vecchi cavalieri. Le riunioni hanno luogo una o due volte al mese su terreni di grande fascino e varietà e sono ovviamente  coronate da convivi  adeguati alla fine dei quali vengono tradizionalmente tributati gli” onori “a volpe, master ,catcher e ,se del cosa , a cavalieri particolarmente distinti. Le regole della S. sono quelle che si fanno risalire al duca di Beaufort codificato dalle cacce moderne sia pure con alcune varianti adottate dalla tradizione della S.Una volta l’anno i soci e gli invitati si ritrovano per la presentazione dei cavalli da caccia e per competizioni coerenti con la disciplina: point to point, percorsi derby ,etc.Frequenti sono le partecipazioni a meet organizzate dalle altre S. storiche. La partecipazione alle riunione del field è aperta a tutti mentre le regole per l’ammissione prevedono  la partecipazione ad almeno 6 cacce sotto la tutela del socio più anziano a cui farà eventualmente seguito l’ammissione; questa norma apparentemente restrittiva tende invece a perpetuare quelle qualità elettive proprie del Sodalizio che non sono assolutamente riconducibili alla sola pratica sportiva.